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Introduzione
Il male acuto di montagna (AMS: Acute Mountain Sickness) è l'insieme di sintomi e segni che possono manifestarsi, in modo improvviso e con compromissione anche grave, in chi si esponga all'alta quota senza una adeguata acclimatazione.
"Il concetto di altitudine è generico e arbitrario; dal punto di vista biologico e fisiologico appare conveniente distinguere 4 livelli di altitudine:
- Bassa quota: 0 - 1800 mt.
- Media quota: 1800 - 3000 mt.
- Alta quota: 3000 - 5500 mt.
- Altissima quota: > 5500 mt" (1)
Per quanto le condizioni fisiologiche individuali possano influire sulla capacità di adattamento alla quota, il male acuto di montagna raramente si verifica sotto i 2500 mt; la percentuale di soggetti colpiti aumenta di pari passo con l'aumentare dell'altitudine; i sintomi si manifestano in genere dopo 6 ore dall'arrivo in quota (2).
Chiunque può soffrire di AMS: non ci sono elementi di rischio basati su età, sesso, precedenti esperienze di esposizione all'alta quota, allenamento fisico. Poiché l'AMS può, se non riconosciuto e trattato, causare la morte, è buona regola considerare qualsiasi sintomo si verifichi in quota come causato dalla quota stessa, finchè non se ne dimostri il contrario (3).
Eziologia
La causa del male acuto di montagna è l'ipossia: pur rimanendo costante la composizione percentuale dei vari gas presenti nell'aria, in quota la minor pressione atmosferica comporta una minor pressione parziale di ossigeno, con una ridotta percentuale di saturazione del sangue (4).
L'organismo cerca di procurarsi l'ossigeno necessario con una serie di adattamenti che costituiscono la cosiddetta "acclimatazione": iperventilazione, dispnea da sforzo a rapida risoluzione, cambiamento del ritmo respiratorio durante la notte, diuresi aumentata, risvegli frequenti la notte. Il passo dalla risposta fisiologica all'incapacità di compensare la condizione ipossica è purtroppo breve. Compaiono così i sintomi tipici dell'AMS: dispnea anche a riposo, astenia, gonfiore delle estremità, edema di occhi e volto, cefalea, vertigini, insonnia, perdita di appetito, nausea, vomito, riduzione della diuresi, perdita di coordinazione, confusione, barcollamento, fino ai possibili drammatici quadri di edema polmonare e/o cerebrale, che impongono l'immediata discesa (almeno all'ultima quota alla quale il soggetto si è svegliato al mattino senza sintomi) (5).
Il Male Acuto di Montagna secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
I sintomi che costituiscono l'AMS sono riportati nelle statistiche (6) secondo i criteri della medicina occidentale. Non disponiamo pertanto di quelle informazioni necessarie a collocare ogni sintomo all'interno di un determinato quadro clinico della Medicina Tradizionale Cinese. Nonostante ciò, la fisiopatologia degli zang fu (organi e visceri) permette di identificare l'eziopatogenesi dei principali aspetti energetici alla base dell'AMS.
Il Polmone, maestro del qi, è il primo organo a risentire dell'ipossia, paragonabile, secondo i criteri della MTC, a una riduzione della cosiddetta "energia del Cielo" tianqi, nutrimento proveniente dal cosmo e assimilato, appunto, dal Polmone (7). L'attività fisica dell'alpinista costituisce un' ulteriore importante richiesta di energia. Scarsità di qi e deplezione di liquidi (dovuta alla secchezza dell'aria e all'aumentata traspirazione) alterano la dinamica dei fluidi corporei, favorendo il formarsi di tan/catarri che ostacolano la risalita del qi puro.
Polmone e Milza appartengono allo stesso livello energetico taiyin. Secondo la dinamica dei 5 movimenti, il Polmone è figlio della Milza. La condizione deficitaria del Metallo si ripercuote sulla Terra, la cui funzionalità in quota è comunque resa precaria dall'irregolare apporto di cibo e dalle condizioni di freddo ambientale, con conseguente ridotto apporto di guqi, l' energia estratta dagli alimenti.
In quota vengono così improvvisamente e notevolmente ridotte due fondamentali componenti nutritive "acquisite", la tianqi del Cielo e la guqi della Terra. Il Rene, anche in condizioni basali, è quindi più debole: capta meno qi dal Polmone e riceve meno nutrimento acquisito dalla Milza.
In più, lo stress continuo, l'attenzione e lo sforzo mentale richiesto durante un'ascensione impegnativa in condizioni di alimentazione e riposo precari consumano la radice renale yin; il dispendio energetico dovuto all'esercizio fisico in condizioni di freddo ambientale consuma la radice renale yang. Il Rene, per far fronte a tutto ciò, può contare solo sulla yuanqi, patrimonio innato e squisitamente individuale, la cui maggiore o minor ricchezza giustifica le diverse difficoltà di adattamento alla quota, come pure permette di spiegare i casi di sopravvivenza in condizioni estreme, resi possibili grazie all'attivazione dell'utilizzo metabolico di una notevole percentuale della massa corporea (yuanqi è anche la scintilla di innesco metabolico).
Polmone, Milza e Rene sono inoltre i tre organi, uno per ogni distretto del Sanjiao, fondamentali per il metabolismo e la distribuzione dei liquidi: forse è per questo che l'evento terminale dell'AMS è l'edema polmonare/cerebrale. Si spiegano così, secondo i criteri della MTC, i sintomi di AMS riconducibili al quadro di deficit di qi di Polmone e Milza. In assenza di descrizioni più dettagliate, è invece impossibile ricondurre al corrispondente quadro clinico della MTC il gruppo di sintomi costituito da insonnia, vertigini, cefalea, palpitazioni. Troppe infatti possono essere le cause scatenanti: ad es., scarso dominio del Metallo sul Legno secondo la legge dei 5 movimenti, alterato rapporto tra qi e sangue con liberazione dell'eccesso in alto, ostacolo da parte dei tan alla risalita del puro, ecc.
Ling Zhi (Rei Shi, Ganoderma Lucidum)
Ling Zhi è un fungo appartenente alla famiglia dei basidiomiceti; tra le varietà di Ling Zhi, la più coltivata è quella rossa, che contiene più di 200 principi attivi (8). La medicina occidentale riconosce al ganoderma molteplici azioni, tra le quali quella sul male acuto di montagna sarebbe riconducibile alla sua attività adattogena, antiaggregante piastrinica e anticoagulante, regolatrice sulla pressione e sul sistema cardiocircolatorio, antiedema cerebrale (9,10).
Secondo Gao He Ting, Ling Zhi aumenta il 2,3 difosfoglicerato nei globuli rossi in vitro. Tale sostanza, derivata dalla degradazione citoplasmatica del glucosio nel globulo rosso, si lega alle catene beta dell'emoglobina e favorisce la cessione perierica di ossigeno dall'emoglobina ai tessuti, spostando a destra la curva di dissociazione dell'emoglobina e migliorando l'ossigenazione del sangue (11).
La sua attività antitosse, antibronchite, antiinfiammatoria, antivirale, antibatterica è inoltre sicuramente utile in quota, date le condizioni ambientali sfavorevoli e il conseguente elevato rischio di patologie polmonari. La dose consigliata per l'estratto secco 4:1 è da 500 mg fino a 5 gr al dì (10). Gli studi finora condotti consigliano di iniziare la profilassi con le erbe per l'AMS almeno 3 giorni prima dell' arrivo in alta quota, e di continuarne l' utilizzo per l'intera durata della permanenza in quota.
Secondo la MTC, Ling Zhi ha come organi e meridiani destinatari Polmone, Milza, Rene (dei quali sono state esposte le difficoltà causate dalla quota), Cuore e Fegato. Anche la medicina occidentale riconosce a Ling Zhi un'importante azione cardiocircolatoria (12). I giapponesi lo utilizzano nelle situazioni di oketsu, cioè di sangue povero di qi e tendente alla stasi. T. Willard propone un interessante parallelismo tra la capacità di Ling Zhi di tonificare il qi e la sua ricchezza nel contenuto di adenosina, costituente base di cAMP (adenosina 3,5monofosfato ciclico) e ATP (adenosina trifosfato), i mattoni fondamentali della nostra energia biochimica (13). I vari studi e sperimentazioni con l'utilizzo di erbe cinesi per prevenire l'AMS hanno identificato come principale problema energetico da risolvere in quota il deficit di Qi (a seconda dei soggetti, di Polmone, Milza, Cuore, Rene) con accumulo di umidità e stasi di sangue (2). Ling Zhi, tonico del Qi e attivatore del sangue, risponde a tali problemi, e viene utilizzato in associazione ad altri tonici del qi, attivatori del sangue e diuretici.
Un aspetto tradizionale di Ling Zhi lo rende però diverso da tutte le altre sostanze utilizzate nella prevenzione e nella terapia dell'AMS. Soprannominato "il fungo dei mille anni", e ritenuto una medicina per gli imperatori, nel bencao, Materia Medica attribuita al leggendario imperatore Shen Nong (dinastia Han, 206 a.C- 8 d.C.), era classificato come "erba superiore", cioè come sostanza che promuove il benessere e prolunga la vita aiutando ad armonizzare le funzioni di corpo, mente e spirito, senza causare effetti collaterali nonostante un utilizzo protratto. Era conosciuto dagli eremiti di montagna, dai monaci, dagli adepti taoisti e dai ricercatori spirituali in tutta l'Asia (12). Il suo nome significa "fungo della potenza spirituale"; l'ideogramma Ling, secondo Wieger, significa "offrire al cielo della giada o delle danze per ottenere la pioggia" e, in senso lato, "potere o effetto soprannaturale, pregare per, potenza spirituale, movimento dell'anima", mentre l'ideogramma Zhi richiama l'ingrediente base dell' elisir di lunga vita (13). Tale peculiarità è dovuta al fatto che Ling Zhi tonifica shen, jing, e qi, i tre tesori che costituiscono l'essere umano: jing, materia prima indifferenziata, prende forma grazie all'azione diqi, guidato da shen", in una creazione che "continua per tutta la vita", dato che queste tre entità "si trasformano continuamente le une nelle altre, generandosi a vicenda senza sosta, a partire dalle emanazioni del Cielo, della Terra, e dell'Uomo" (14).
L'ipossia o, utilizzando i termini della MTC, la riduzione della tianqi che caratterizza la quota, costringendo il Rene a utilizzare il jing, provoca uno squilibrio davvero profondo nell'asse strutturale dell'essere umano! "Se jing e qi sono forti e fiorenti, lo shen sarà felice, equilibrato e vigile. Se jing e qi sono esauriti, lo shen soffrirà. (…) Se lo shen è disturbato (…) colpirà qi e/o jing (15).
Finchè shen, qi e jing non si riequilibrano (in questo consiste, dopotutto, il processo di "acclimatazione"), l'organismo non riesce a svolgere neppure le funzioni di base che garantiscono lo svolgimento delle minime attività quotidiane.
Ling Zhi, attivando e armonizzando i cosiddetti "3 tesori", è utilizzato elettivamente in fase preventiva e come sostanza singola, a differenza degli altri tonici del qi, che di solito vengono usati in associazione tra di loro e/o con altre erbe. La sua azione su jing e qi preserva, meglio di altre sostanze, la capacità di adattamento allo stress biologico e ambientale, mentre la sua azione sullo shen favorisce l'adattamento psicologico e sociale, aspetto che può rivelarsi determinante nelle situazioni estreme in cui può trovarsi l'alpinista di alta quota.
BIBLIOGRAFIA
1) Ponchia A.: Il cardiopatico in montagna. Atti del Corso Satellite: "Il trattamento del dolore acuto in ambiente alpino e ipogeo", Congresso "Una montagna di salute", Cogne, 3 giugno 2005
2) Dharmananda S.: Reduction of mountain sickness with chinese herbs, 1997. www.itmonline.org/arts/mntnsick.htm
3) High altitude medicine guide:all about altitude illness
www.high-altitude-medicine.com/AMS.html
4) Berti T., Angelini C.: Medicina in montagna, Ed. Cleup, pag 10
5) Mountain sickness. www.emedicinehealth.com/articles/6323-1.asp
6)Berti T., Angelini C.: Medicina in montagna, Ed. Cleup, pag 12
7) Di Concetto G, Sotte L., Pippa L., Muccioli M.: Trattato di agopuntura e di Medicina Cinese, UTET, pag 143
8) www.ganodermaa-z.com
9) Marchitto L.: Rei Shi Ganoderma Lucidum. www.lecurenaturali.com
10) Ganoderma Lucidum www.drmasini.it
11) www.kyotan.com: Gao He Ting: The Current Situation of Research and Cultivation of Ganoderma Lucidum
12 )www.dragonherbs.com
13) Willard T.: Rei Shi Mushroom, Sylvan Press
14) Mollard Y., Maiola M.: L'uomo prima della nascita, Ed Jaca Boock, pag35
15) Maciocia G.: La Clinica in Medicina Cinese, CEA, pag200