silvia guardini


Vai ai contenuti

Siamo...influenzabili?

PREVENZIONE > Archivio anno 2009



Domenica scorsa era una bella giornata di fine ottobre. La notte avevo dormito bene e, al risveglio, non avevo dubbi sulla meta dell'escursione. Fin dai primi passi sul sentiero, però, un insolito affaticamento, non tanto alle gambe, quanto al respiro, subito affannato col cuore in gola, mi impediva di mantenere la mia solita andatura. Anche il marito, avendomi raggiunta in una strategica sosta fotografica, lamentava sintomi analoghi. Mi preoccupo: cosa ci sta succedendo? Cosa stiamo percependo? Perché non ho voglia di proseguire e preferirei riposare sdraiata su un sasso? Non sarà accaduto qualcosa al figlio, stanotte a Milano?
Vincendo la malavoglia, guadagnamo l'ultima salita, dove la prima coltre di neve appena caduta sul sentiero esposto, costringendomi a prestare attenzione, mi distrae da ogni pensiero. Arriviamo alla meta, e già i dubbi, la malavoglia e il disinteresse si sono dissolti.


Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il deficit di forze, l'intolleranza allo sforzo e la preoccupazione rappresentano un deficit dell'energia del Polmone.





Il giorno seguente, a Milano, capisco: il figlio è steso a letto con 39 di febbre già di prima mattina, pallido come uno straccio; parecchi pazienti devono rinunciare all'appuntamento per lo stesso motivo. Le percezioni del giorno precedente non erano state quindi casuali: probabilmente il virus era in incubazione anche nel nostro organismo, ma il cambiamento d'aria, o la camminata, o la quota, o chissà cos'altro, ne avevano modificato la manifestazione, limitandola alle sole debolezza e malavoglia. Una maggior attenzione alle nostre percezioni potrebbe forse aiutarci a riconoscere la malattia ed a porvi rimedio ben prima della sua manifestazione conclamata.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l'influenza è un "vento freddo perverso" che penetra all'interno del corpo aprendo i pori cutanei. Camminando e sudando abbondantemente lo abbiamo eliminato attraverso il mezzo stesso di penetrazione.
Il termine occidentale "influenza" ben rispecchia quello che, per la medicina tradizionale cinese, è il meccanismo di penetrazione patogena. Deriva infatti dal latino "influ-ere", che significa (Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, Ed Zanichelli, 1965) "scorrere dentro, insinuarsi, esercitare un'azione atta a disporre, indirizzare, modificare, come si credeva in astrologia che facessero gli astri e i cieli sugli esseri della creazione, animati ed inanimati. (..) Agire sulla volontà altrui. (..) Facoltà per la quale certi corpi agiscono a distanza sugli altri" (pensiamo alla contemporaneità dei focolai influenzali in aree anche molto distanti tra loro). Parimenti, "influenzato" è colui che è "soggetto a influenza, a volontà altrui."
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese i reni sono la sede della volontà, prima fra tutte quella di vivere. I sintomi influenzali più precoci e caratterizzanti, cioè malavolgia, disinteresse, debolezza estrema, manifestano proprio una carenza della loggia energetica renale, ben rispondendo, anche preventivamente, ai medicamenti che ne regolano la funzionalità.


Torna ai contenuti | Torna al menu