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A ben osservare, il parto sancisce la nascita contemporanea di due esseri: insieme al neo-nato nasce infatti anche una neo- mamma!
Per la Medicina Tradizionale Cinese l'essere umano deriva dall'unione di "tre tesori", Shen, Qi, Jing. Shen rappresenta gli influssi del Cielo; Jing è l'essenza materica, assimilabile all'"occidentale" concetto di "gameti"; Qi è l'energia, grazie alla quale il progetto scritto nella materia potrà essere letto ed attuato secondo lo Shen proprio di quello specifico, futuro, individuo.
La gestazione dura nove mesi e il nove è considerato, nella tradizione cinese, un numero perfetto, come l'essere che nasce al decimo mese. La gravidanza, vista come arresto del flusso mestruale e crescita del "pancione", è considerata un ristagno di sangue. Il sangue radica i soffi e gli "Spiriti". All'inizio della gravidanza, all'ecografia si vede un puntino che pulsa: è il cuore del piccolo embrione, che già governa il sangue, e guida la formazione degli organi.
Ogni donna vive gravidanza, parto e post parto in base alla propria struttura e modalità reattive, più o meno ottimali a seconda dello stile e condizioni di vita del momento. Spesso l'inconsapevole neo-mamma tende a colpevolizzarsi per gli eventuali "problemi" sofferti, rischiando di condizionare la serenità del rapporto con il piccolo. Ad esempio, il comune deficit di yang, diagnosticabile con una semplice anamnesi condotta secondo le regole della Medicina Tradizionale Cinese, potrà essere concausa di una rallentata fase dilatativa richiedente l'utilizzo dell'ossitocina. La donna cui "accada" tale evenienza è in genere una donna attiva e autonoma; faticherà a comprendere da sola che, ad esempio, se avesse riposato di più prima del parto "sarebbe stata in grado di partorire da sola". Dato che il deficit di yang si accompagna spesso a problemi nell'allattamento, il passo al "non valgo niente come madre", a volte, è davvero breve. Beninteso, riporto questo esempio non per "demonizzare" l'ossitocina, ma solo per far notare quanto meglio si starebbe se si sfruttassero i mezzi più validi di tutte le medicine, che sono, l'una rispetto alle altre, solo diverse, non migliori né peggiori.
Il grado di medicalizzazione con cui è assistita la donna durante la gravidanza contrasta con la carenza di riferimenti nel post parto. Sembra quasi che, terminato il "processo produttivo", poco importi del resto; rimossi i punti dopo l'ultima visita ostetrica, tutta l'attenzione si concentra sulla salute del piccolo. Una volta, la puerpera viveva nella famiglia d'origine, assistita a sua volta dalla propria madre, circondata da un nucleo familiare numeroso. Oggi la puerpera è una donna in genere sola; spesso i genitori sono lontani, a volte non ha nemmeno il compagno accanto. Spesso le necessità economiche la inducono a riprendere al più presto il lavoro, oppure sono le importanti responsabilità professionali a farsi pressanti. Il più delle volte assistiamo a laceranti dilemmi, celati per mille motivi: timore di essere giudicata egoista per aver manifestato un desiderio di evasione, difficoltà ad ammettere la propria debolezza, scarso amor proprio..
Durante il parto, in poche ore si perdono molto sangue, molti liquidi e molta energia. Già questo, di per sè, giustifica ampiamente la cosiddetta "depressione del post parto", che non a caso può essere anche grave ed evolvere in completo "sgancio" dalla realtà, con gesti anche drammatici. Il sangue radica l'essere umano al mondo reale. Con l'allattamento la sua perdita prosegue; il latte, infatti, per la fisiologia della medicina cinese è sangue; come il sangue, caglia e coagula. L'allattamento è il modo attraverso il quale la natura permette a madre e figlio di rimanere uniti per mezzo del sangue, dopo il taglio del cordone ombelicale; ma è un elevato costo energetico per la madre.
La donna, confusa, esaurita fisicamente e psichicamente labile, è alle prese con una nuova immagine di sè ed un nuovo ruolo nel quale fatica a riconoscersi, per quanto gravidanza e parto si siano svolti senza problema alcuno. Cosa le rimane, su cosa può fare affidamento? Su ciò che nessuno le ha mai tolto, ma di cui lei si è forse dimenticata: la capacità di percepirsi. Tale capacità, opportunamente guidata e indirizzata alla consapevolezza grazie alla diagnostica propria dell'agopuntura, può aiutarla a considerare gli eventuali sintomi di "non benessere" come richieste di aiuto del proprio organismo. Il corpo si esprime soltanto come può: ragadi, emorroidi, perdita di capelli, debolezza estrema, mastite, poco latte, sudorazioni e febbricole, sono il linguaggio che usa il nostro corpo - e ciascuna ha il suo - in quel determinato momento. Curarli con la pomata per le emorroidi, o le compresse per la circolazione, o l'antifebbrile, ecc, permette sì di alleviare il sintomo, ma non sempre riesce a restituire alla mamma quella condizione di completo benessere psicofisico che identifica lo stato di salute, fondamentale per poter nutrire, accogliere e proteggere il suo piccolo con animo sereno.