silvia guardini


Vai ai contenuti

Presentazione

TERAPIE

OMEOPATIA


L'omeopatia (dal greco: omoios =stesso, simile + pathos =sofferenza) cura le malattie con sostanze simili alla malattia stessa. Ogni persona soffre, infatti, a modo suo. Ad esempio, un mal di gola in alcuni sarà migliorato da bevande fredde, in altri da bevande calde, in altri solo da cibi solidi; chi manifesterà febbre alta, chi invece solo pallore e lieve febbricola. La diagnosi omeopatica è una diagnosi di rimedio: si prescrive quel rimedio che, nella persona sana, provoca gli stessi sintomi dei quali soffre il malato. Il rimedio omeopatico, quasi come un vaccino, stimola la naturale capacità di guarigione dell'organismo, la cosiddetta "forza vitale".
La medicina occidentale cura le malattie con i loro contrari, utilizzando, per esempio, un antidolorifico quando c'è dolore, o un antipiretico quando c'è febbre. Le sue etichette diagnostiche, inoltre, non considerano il personale vissuto della malattia: se dieci pazienti hanno mal di gola, la diagnosi sarà uguale per tutti: "tonsillite". La diversità tra i due sistemi va ben compresa, non per attribuire negatività all'uno o positività all'altro, ma per garantire diagnosi e terapie congrue con la rispettiva disciplina di riferimento.

AGOPUNTURA

L'agopuntura è solo una piccola parte di una più complessa ed antica arte medica orientale, comprendente varie tecniche diagnostico terapeutiche. Moxibustione, massaggio, dietetica, fitoterapia, ed un insieme di pratiche di igiene di vita tese a prevenire l'insorgenza delle malattie, erano inserite in un contesto culturale rimasto abbastanza estraneo a noi occidentali, intenti a curare la malattia "soltanto" quando si manifesta.
Come metodica di per sé, l'agopuntura consiste nel pungere il corpo con aghi sottili, in punti strategici posti lungo il decorso di particolari strade chiamate "meridiani", vie preferenziali di scorrimento energetico, forse assimilabili, in termini moderni, a linee di campi elettromagnetici corporei. Lungo i meridiani circolano "soffi" raggiungibili dagli aghi i quali, posti su crocevia importanti, come dei vigili, regolano il traffico energetico; eccessi e carenze vengono ridistribuiti, gli ingorghi si risolvono, la normale circolazione è ripristinata.

Cosa hanno in comune omeopatia e agopuntura?

Sono terapie "personalizzate", nel rispetto della peculiarità della sofferenza individuale.

Sono terapie "non settoriali", che collocano il sintomo nell'insieme dell'organismo nel quale si manifesta.

Nei casi acuti, hanno azione rapida.


Non intossicano il corpo con prodotti di degradazione metabolica dei farmaci. Semplicemente, gli ricordano la corretta e personale modalità di funzionamento

Incoraggiano le capacità adattative dell'organismo e lo stimolano a reagire.

Hanno un ruolo "educativo" e "responsabilizzante": il malato impara ad osservarsi, correggendo eventuali errori che, nel suo stile di vita, favoriscono la malattia.

Modificando il "terreno", svolgono un importante ed efficace ruolo preventivo.

Cosa curano omeopatia e agopuntura: il mio personale sentire


Siamo abituati a dare un nome alle malattie che ci affliggono. Abbiamo dato un nome a persone, animali, piante, fiori, cose.
Ciò che ha un nome ha un'identità, esiste di per sé. Usiamo nomi persino per indicare emozioni astratte, che sembrano così piombarci addosso dall'esterno, anziché provenire dal nostro intimo.
Dare un nome alle malattie induce a considerarle come qualcosa da noi separato.

Malati o sani, rimaniamo sempre noi. Quando siamo sani non siamo migliori o più buoni di quando siamo malati. Salute e malattia sono come due facce di una stessa moneta: inseparabili e contemporanee, appaiono alternandosi; senza l'una non conosceremmo l'altra. Sono entrambe stati transitori nella nostra vita, tramite i quali ci esprimiamo. L'"etichetta diagnostica" permette di portare la malattia fuori da noi per consegnarla ad un'altra persona affinchè la curi, estromettendo una parte di noi difficile da comprendere.

Non ho redatto un elenco delle patologie trattabili con agopuntura e omeopatia; pur utile per un primo orientamento, non esaurirebbe le potenzialità individuali di farsi carico della propria condizione in un determinato momento della propria vita. La domanda stessa è inappropriata, in quanto basata su criteri non appartenenti al sistema terapeutico interpellato. Abituati a considerare le malattie separate da noi, pensiamo che anche la cura debba arrivare dall'esterno. Chiediamo: "cosa" omeopatia e agopuntura curino, dimenticando "chi" siamo noi esseri sofferenti...
Gli aghi non danno nulla all'organismo, così come il rimedio omeopatico, diluito al punto tale da non conservare traccia ponderale alcuna della sostanza di partenza. Aghi e rimedi si limitano a ricordare al corpo ciò che aveva dimenticato; il corpo guarisce da sè, quando reimpara a funzionare. Il colloquio con l'omeopata o l'agopuntore sollecita il paziente ad osservarsi ed a porsi in un atteggiamento attivo, responsabile della propria condizione. La domanda cambia: cosa percepisco di me? Perché reagisco così? Cosa posso fare per modificarmi?
Medico e farmaco sono un prezioso sostegno nelle situazioni acute. La guarigione, però, presuppone un cambiamento attivo che solo il malato può attuare. Qualunque sia la terapia cui si faccia ricorso, è fondamentale che insieme, medico e paziente, capiscano "che cosa debba essere curato" secondo scienza medica e, soprattutto, secondo la coscienza di chi compie il gesto terapeutico e la consapevolezza di chi lo riceve.


Torna ai contenuti | Torna al menu